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1945-1966

1945

In primavera vengono ripristinati i primi servizi tranviari. Scaduta la Concessione, la STU decide di ritirarsi e il Comune si trova a dover far fronte ai gravi problemi relativi alla riorganizzazione di un sistema di trasporto pubblico gravemente compromesso. La decisione presa il 25 ottobre dal Consiglio comunale è di municipalizzare il servizio. Così, il 1° gennaio 1946 viene costituita l´ATAF (Azienda Tranvie ed Autofilovie Fiorentine). Nei primi cinque anni di vita la nuova Azienda Municipalizzata si dedica alla ricostruzione e alla riparazione degli impianti e dei mezzi danneggiati e ripristina gradualmente i percorsi nella loro totalità. Si tratta di uno sforzo eroico, al termine del quale si ripropongono, però, i vecchi problemi di ammodernamento di una rete tranviaria già da tempo considerata antiquata.

1950-1961

Si provvede all´ampliamento della rete, alla ristrutturazione dei depositi e alla sostituzione di attrezzature ormai obsolete. I grossi investimenti necessari per sostituire i vecchi veicoli su rotaie spingono l´ATAF ad orientarsi verso l´adozione di mezzi gommati. Lentamente le tranvie cedono il passo alle moderne filovie: il 20 gennaio 1958 il tram 17 effettua la sua ultima corsa. Così Firenze abolisce completamente - prima tra le grandi città italiane - il servizio tranviario dalla sua rete di trasporti pubblici.

1962-1965

I primi anni ´60 vedono l´estensione del servizio a diverse frazioni comunali e il prolungamento di alcune linee urbane. All´interno dell´Azienda viene data particolare importanza all´elemento umano: l´impegno è rivolto a migliorare le condizioni economiche, il trattamento assistenziale e la durata dei turni di lavoro del personale.

Nel 1962 due linee a trazione filoviaria vengono trasformate in automobilistiche: è l´inizio di un processo di abbandono delle filovie che vedrà il suo compimento undici anni dopo. Il parco veicolare viene ampliato con l´acquisto di oltre 90 nuovi mezzi. Tra questi ricordiamo i modelli a due piani, che offrono il vantaggio di una capacità di carico superiore a quella degli autobus normali di circa il 30%. Gli unici veicoli pubblici bipiano prodotti in Italia entrano in servizio nel 1964: verranno ritirati dopo ben 23 anni (nel 1987). Un esemplare è conservato al Museo Nazionale dei Trasporti di La Spezia a testimonianza di un particolare momento nella storia dell´evoluzione dei mezzi pubblici.

Purtroppo gli sforzi tecnici ed economici si scontrano con la crescita del traffico privato che, unito alle oggettive caratteristiche topografiche della città, rende la circolazione sempre più caotica. Questa situazione comporta tempi di percorrenza sempre più elevati e fastidiose irregolarità nelle frequenze: il mezzo pubblico diviene sempre meno competitivo rispetto a quello privato. Per cercare di ovviare a questa situazione si istituiscono le prime corsie preferenziali riservate agli autobus.

1966

Il 4 novembre l´Arno straripa. Nel terribile disastro provocato dall´alluvione viene duramente colpita anche la rete di trasporto cittadina. 118 autobus e 3 filobus - circa un terzo del parco veicoli dell´ATAF - sono sommersi dall´acqua. In particolare il deposito di via Aretina viene completamente invaso da un mare di fanghiglia. Anche tre sottostazioni elettriche di alimentazione della rete filoviaria sono gravemente danneggiate. L´anno successivo il ripristino della trazione elettrica sulle linee preesistenti permette la riattivazione dell´intera rete.